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Parco Naturale Regionale dell'Aveto

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Giornata Europea dei Parchi 2020

Sentiero Natura della Foresta del Monte Zatta

(Borzonasca, 22 Mag 20)

Il 24 maggio si festeggia la Giornata Europea dei Parchi per ricordare il giorno in cui, nell'anno 1909, venne istituito in Svezia il primo parco europeo.  Quest'anno a causa dell'emergenza sanitaria causata dal Covid -19 non è stato possibile organizzare un evento con il pubblico come siamo soliti fare, abbiamo allora pensato di proporre una passeggiata ancora "virtuale" in una zona del Parco molto amata dagli escursionisti per la sua bellezza, ricchezza di storia e facilità di percorrenza: la faggeta del Monte Zatta, una delle più belle della Liguria.

IL PERCORSO

Nome: Sentiero Natura Faggeta dello Zatta
Motivi di interesse: naturalistico e forestale
Punti di osservazione: 7 pannelli e 7 leggii
Difficoltà: media
Durata: 3 ore

Il "Sentiero Natura Faggeta dello Zatta" è stato allestito in una delle più belle foreste della Liguria, al fine di valorizzare tutti gli aspetti naturalistici di quest'area e quelli legati alle attività contadine del passato.

La faggeta è la formazione forestale più diffusa nel territorio del Parco: è il bosco tipico della fascia montana, compresa tra i 900 e i 1600 m circa, caratterizzata da un clima umido e fresco. La specie dominante è il Faggio (Fagus sylvatica), albero deciduo dal portamento maestoso ed elegante.

Il percorso didattico si sviluppa in 13 punti di "osservazione", visibili durante il percorso grazie a pannelli o leggii esplicativi: possiamo così conoscere i funghi principali, commestibili e velenosi che si trovano tipicamente nelle faggete; impariamo che non tutte le specie che si incontrano lungo il percorso sono naturali (p.es. alcune conifere), ma sono state impiegate nel secolo scorso per rimboschire aree montane prive di vegetazione e possiamo vedere ancora ciò che resta di un vecchio vivaio forestale; poco più avanti invece troviamo una descrizione delle specie arboree presenti all'interno della foresta dello Zatta (Faggio, Acero di monte, Sorbo degli uccellatori, Abete bianco e Pino nero). Percorrendo i sentieri segnalati all'interno della faggeta, si incontrano spesso alcune aree pianeggianti utilizzate in passato come piazzole per le carbonaie. Si scopre poi il sottobosco della faggeta, che in primavera è arricchito da belle fioriture, mentre in autunno sono numerose le specie di funghi che crescono alla base o nelle vicinanze dei faggi. Diversi uccelli nidificano o cercano il nutrimento tra i rami del faggio; anche alcuni mammiferi, come la volpe, il cinghiale, il ghiro, sono frequenti abitatori della faggeta e capita spesso di osservare i segni indiretti della loro presenza nel sottobosco. Così come spesso capita di incontrare tra le foglie umide la Salamandra pezzata. Anche il legno morto ha una sua importanza nel bosco, e un leggio ci racconta come una corretta gestione forestale debba prevedere il rilascio di piante morte in piedi, utili per l'ecosistema forestale, e la restituzione al sottobosco degli scarti legnosi, per una ricostituzione dell'humus necessario alla fertilità del terreno. Il percorso arriva poi a ciò che resta del famoso "Faggio 40"  uno degli Alberi Monumentali della Regione, caduto nella primavera del 2005 a causa di una tempesta di vento, ma perché minato alla base, si poté osservare poi, da un'aggressione fungina. Scendendo lungo il nostro sentiero incontriamo un leggio che ci parla delle meravigliose fioriture che a inizio primavera abbelliscono il sottobosco della faggeta: Campanellini, Bucaneve, Anemoni, Narcisi e Gigli di San Giovanni. Continuando la discesa il nostro sguardo sarà sicuramente attratto da dei singolari manufatti: le "neviere", grosse buche cilindriche rivestite in pietra, costruite dall'uomo in epoche passate per conservare e trasformare la neve in ghiaccio. Infatti, quando non esistevano ancora i frigoriferi, il ghiaccio prodotto dalla neve nel periodo invernale veniva conservato nelle neviere fino all'estate, per essere poi venduto in riviera, dove veniva utilizzato nella conservazione degli alimenti, per la refrigerazione delle bevande o per uso medico. Prima di giungere all'area attrezzata di Poggio Buenos Aires osserviamo le rocce affioranti sul versante meridionale del monte Zatta: sono rocce sedimentarie originatesi in ambiente marino profondo: le principali sono le Arenarie del Monte Gottero e le Argilliti di Giaiette. Siamo ormai quasi giunti al termine della nostra escursione, ma possiamo ancora imparare a riconoscere alcune specie di uccelli che abitano qui; infatti la foresta ospita una comunità ornitica piuttosto ricca, diversificata e relativamente abbondante di numero, grazie alla struttura e alla composizione dell'ambiente boschivo. Alcune tra quelle di maggior pregio sono il Picchio nero, il Picchio muratore, il Picchio rosso maggiore, la Cincia bigia e la Cincia dal ciuffo.


Pannello SN Foresta Monte Zatta
 
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